A casa dell'artista
Libera Carraro

 

 

Testi di Alessandra Pucci
Fotografie di © Luccia Danesin

Maggio luminoso carico di verde, è la cornice dell'incontro con Libera nella sua casa sulla Riviera del Brenta: lei ci aspetta sul limitare del giardino accogliendoci con la sempicità di chi vive con piacere le relazioni umane da cui possono nascere nuove visioni della realtà e dell'immaginario.

Nel vasto spazio che circonda la casa, Libera ci conduce verso alcune installazioni di recente realizzazione, che danno subito l'idea dell' immaginazione dell'Artista capace di utilizzare gli oggetti più casuali per rendere efficace un concetto, assemblando su schemi piramidali dei vasi da fiori, oppure appoggiando farfalle di alluminio su reticoli leggeri che catturano lo sguardo per una immediata partecipazione alla sua idea di natura.

In prossimità di una siepe sempreverde c'è un pannello che l'Artista utilizza d'estate per eseguire opere di grande formato e per sperimentare quel senso di libertà che è già nel suo nome. Lo spazio per lei è sempre poco, considerando la capacità creativa e l'incessante ricerca espressiva che l'hanno portata ad una produzione imponente tanto da aver occupato non solo il suo studio ma ogni ambiente anche esterno all'abitazione principale.

Alberi di ciliegie, di fichi, filari per l'uva tutto un susseguirsi di fronde e di colori fino al limitare del fiume costituiscono il luogo ideale per una costante relazione con la natura indispensabile alla sua sensibilità e alla necessaria contemplazione della Bellezza.

All'interno le pareti mostrano opere del lungo e fruttuoso cammino compiuto dalla fine degli anni ''70 fino ad oggi: tele e carte dipinte con apparente gestualità, ma che sono altre forme di un percorso mentale sempre proiettato verso la conoscenza di sè e del mistero che circonda ogni forma vivente.

Libera è pittrice che sembra vivere della materia delle sue opere, o che i colori scaturiscano come cavalli focosi dalle sue mani, tanto è ricco il repertorio delle forme e dei segni dipinti che costruiscono il racconto cromatico, o meglio, la serie d'infinite storie che l'Artista esprime senza tema di mutare tematiche, ma con il piacere di continuare l'incessante cammino della scoperta dei significati insiti nel vivere quotidiano.

Alcune opere degli anni '90 hanno come forma dominante il triangolo, trasposizione simbolica del concetto di Armonia, espresso da Sara Melchiori in catalogo alla mostra Forum Artis Museum, Contese "... Sono le intuizioni improvvise alla ricerca della forma pura, dell'elementarità geometrica che sta alla base delle "cose" della vita. Da qui l'interesse e la passione per tutto quanto c'è di mistero nell'esistenza umana, per il fascino nascosto dell'inconoscibile. Ecco lo studio e l'attrazione per quanto è al limite del reale, del conoscibile umano: esoterismo, astrologia, antroposofia, cabala, yoga."

Altre fome e altri colori chiedono la nostra attenzione: sono quadri nel quadro presentati a Klagenfurt nel 2003, quasi specchi di particolari lussureggianti di cui l'Artista conserva la memoria come di un sogno. Sono significativi i titoli di queste tavole "Le meraviglie di ogni giorno", "La città segreta", "Il suono del vento", "Traboccante esperienza", suggeriscono o confermano il temperamento e il carattere dell'Autrice, che un po’ scherzosa ci dice "in altri tempi mi avrebbero vista come una strega".

Ma Libera assomiglia piottosto a personaggi affrescati da Guariento o da Giusto de' Menabuoi, per la sua aureola di ricci biondi e il colorito roseo, gli occhi chiari come le donne venete del "400. Anche il suo carattere è gioioso, nel parlare degli eventi meno felici della sua vita, l'accento cade sempre su aspetti positivi o sul suo affrontare con coraggio e energia anche i momenti più duri. Di certo sembra trarre grande giovamento non solo dall'esercizio quotidiano della pittura e delle altre fome espressive, ma anche dal suo interesse per l'Astrologia, lo yoga, e ogni forma di cura del corpo che sia in armonia con la natura e i suoi doni.

Saliamo al piano superiore per ammirare le xilografie stampate su carta di riso con risultati sorprendenti sia per la bellezza dei segni che per l'accostamento dei materiali e dei colori: una cartella di poesia visiva! Luccia non può fotografare tutto quello che vorrebbe tanta è la produzione e a volte poco lo spazio in cui muoversi, e con la curiosità che non potrà essere soddisfatta per le opere arrotolate o imballate che occupano le scaffalature dei vari ambienti.

Le sorprese non sono finite: Libera apre le ante di due armadi e lì ci appare come in una scenografia la serie delle sculture in ferro. Sono un numero considerevole di forme che l'Artista ha realizzato nei sui soggiorni in Austria dove si è cimentata con risultati ineressanti in una disciplina del fare che in genere appartiene al mondo dell'arte al maschile, ma in lei il metallo s'incurva, s'addolcisce in una bidimensione che lo rende pittorico, trasversale al disegno, alla pittura e alla scultura. Ci racconta delle difficoltà di raggiungere questi risultati di leggerezza con materiali e tecniche esecutive del tutto nuove per lei, ma alla fine l'impegno e forse anche il coraggio di perseguire un progetto, l'hanno premiata. "Verso il valore assoluto" è il titolo del catalogo delle sculture di Libera Carraro, di cui Francesco Cardillo scrive: "Tutta la produzione artistica di L.C. è la costante ricerca di un passaggio dal non-essere all'essere, da un'astratta aspirazione tutta terrestre all'Assoluto ideale, all'Uomo esistente a somiglianza del suo Creatore. Tutto ciò viene confermato nella forte produzione di opere, testimonianza di un percorso intenso e lineare che non concede nulla a casualità o a compiacimenti vari".

Libera racconta di viaggi in giro per l'Europa, delle mostre e dei periodi trascorsi a contatto con artisti importanti che hanno contribuito alla sua formazione anticonvenzionale, capace di distinguere con sicurezza ciò che vale, e di dotarsi di autostima necessaria per fare presa nel difficile mondo dell'arte.

Parliamo con lei di mostre, premi, critici e della figura dell'artista in questa società, argomenti a cui Libera sa dare il tocco tutto ironico della sua venezianità. Apre un piccolo album di opere fotografate e lo sfoglia senza parlare: una serie di ritratti eseguiti con rapide pennellate e con interventi di altri materiali, ci fanno nuovamente meravigliare per la libertà di trattare un genere arduo e riuscire a farne una sequenza di forza espressiva e di penetrazione psicologica.

Credo che in tutto il suo processo creativo ci sarebbe abbondante materia per uno studioso di psicanalisi, tante sono le forme dell'inconscio che l'Artista sa mostrare velandole, o dispiegando ogni elemento come osservato al microscopio: stupore del risveglio dopo un bellissimo sogno che viene tradotto su carta o tela in concertata mediazione con la conoscenza del mestiere.

Anche lei, come altri artisti che abbiamo incontrato, ama l'esperienza diretta delle mani con i colori, con il bulino, con la creta e il metallo: mani per "manufatto" importante contatto materiale che oggi si sta perdendo, come se la distanza e il distacco dall'esecuzione diretta rendessero l'opera e l'autore più attuali.

Libera crede nel potere degli astri, delle pietre, ma forse soprattutto crede nella forza dionisiaca dell'Arte che permette a chi sa praticarla con costanza e umiltà l'accesso all' Eden quotidiano.

Della sua energia inesauribile sa fare buon uso, percorrendo regioni, scavalcando confini nazionali più volte nel corso dell'anno, con il camper al cui interno viaggiano la opere destinate alle varie mostre. Tutto con naturalezza, con il sorriso, senza mai un cenno ai disagi che certamente incontra nel suo cammino.

Di lei e delle sue opere recenti ho il ricordo della personale a Palmanova nella Fortezza Napoleonica nel 2008: un susseguirsi di grandi tele e alcune sculture piene d'impeto e di mistero, perfettamente inserite in quel suggestivo complesso architettonico.

Non possiamo tralasciare la sua capacità organizzativa che si esprime sia nelle mostre personali che nei convegni dedicati all'arte e agli artisti, oppure a quell'importante filone dell'Astrologia di cui ha una non comune competenza.

Luccia le porge il suo ultimo album di "GattiRitratti". Le farà cosa gradita non solo per l'originalità delle foto, ma soprattutto perchè Libera ha ben cinque gatti che ama e che costituiscono una sorta di compagnia silenziosa, attenta e sensibile, ideale per chi sente il sottile piacere che questi straordinari mici-amici sanno regalare.

Ora di pranzo: continuiamo la conversazione in una trattoria nascosta tra i platani che ha un nome suggestivo "Caronte", di qua dal fiume, con noi tre c'è anche il marito di Libera, Camillo, persona cortese che ama ascoltare le infinite storie della vita d'Artista di questa donna gioiosa.

Uno dei gatti di Libera compare timoroso tra le foglie dei giaggioli: sa che tra poco andremo via; ci salutiamo liete di avere trascorso momenti di armonia di cui serberemo il ricordo.

Note
Libera Carraro: Pittrice e incisore, dipinge dal 1967; è attiva dal 1978. Si è formata alla Scuola libera del Nudo a Venezia; Centro internazionale della Grafica di Venezia; affresco Accademia di Bergamo; pittura sperimentale con Mario Merz alla Sommerkademie di Salisburgo; Ha frequentato la scuola di pittura di Emilio Vedova a Venezia e di Guy Vetter a Strasburgo; Frank Hoffmann A Karlsruhe; Joe Allen a Londra.
E' collaboratrice e fondatrice di iniziative culturali. Fa parte dell'Associazione Internazionale Incisori. Ha allestito varie personali e mostre collettive in Italia e all'estero. Ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali ottenendo riconoscimenti e premi.

www.arteearte.net/libera.htm